Secondo Tradizione

Feb
14

Altra storia, decisamente politically s-correct, inviata dall’Oracolo dell’Ovest!

È stato accertato che nel terremoto che ha devastato Haiti ci sono stati 85.000 morti, tuttavia solo 72.500 cadaveri sono stati recuperati.
Gli altri camminano.

"Emo"

Feb
14

Ecco un altra storiella proveniente dall’Oracolo dell’Ovest, scritta in uno dei commenti a una storia precedente!

“Guarda:” – disse la donna con aria di sufficienza – “Anche se non posso certo dirmi vecchia ne ho già viste un bel po’ di mode giovanili sorgere e tramontare… Punk con capelli a cresta colorati di verde, Dark in nero, Metallari con catene per cintura, Hip Hop che scambiano Piazza Castello per il Bronx e via dicendo! Non credere che il tuo ostentato pallore o i tuoi abiti da impresario di Pompe Funebri mi impressionino! In realtà io gli Emo non li sopporto proprio!”
“Neanche io” rispose il giovane sorridendo e, nel farlo, scoprì i lunghi ed affilati canini.

Stiamo lavorando per voi

Feb
14

Lo so, lo so, ho trascurato questo sito per molto tempo (così come ho fatto con il suo sito gemello meno orrorifico, Italian Geeks), ma ho buone notizie per voi. Nelle prossime settimane posterò qualche altra storia interessante, a cominciare da quelle che voi stessi vorrete sottopormi nei commenti. Ricordatevi che ogni pretesa di paternità è scarsamente compatibile con una storia “copypasta”, e che è molto porobabile che tali storie vengano copincollate in altre parti della rete senza che il vostro nome venga necessariamente citato. Si tratta della natura stessa di questo genere di storie, d’altronde.

Detto questo… l’apertura di questo blog mi ha spinto a pensare in maniera più generale al progetto. Questo significa che sto negoziando con dBooks la possibile uscita di una raccolta di Creepypasta scelte e tradotte dal sottoscritto sotto forma di e-book disponibile per tutti i principali formati e reader. Vi terrò maggiormente informati non appena avrò notizie più dettagliate.

Aspetto i vostri contributi e ringrazio tantissimo tutti coloro che vengono a leggere le storie e lasciano i loro commenti, positivi o negativi che siano, dando prova di spirito critico e di apprezzamento nei confronti del mio lavoro. Buona lettura e buoni brividi!

Nebbia

Mar
21

Ecco un racconto giunto in redazione. L’autore è Fabrizio Villa, che ringrazio per l’originale contributo nella miglior tradizione horror alla Pupi Avati… Buona lettura!

Fare il medico condotto nella Bassa Padana è una missione più che un lavoro. Il dott. Ferretti faceva il suo giro mattutino in una fredda e ovviamente nebbiosa giornata d’inverno. Quante volte si era ripromesso di far controllare i freni della sua vecchia Ritmo… Le strade per arrivare alla frazione di Torrazza non sono certo sicure!
Finalmente dalla nebbia si vede comparire la casa della sua prima paziente: la signora Rosa Matazzi, Rosina per tutti. Una piccola salita dopo il cancello e attraversato l’orto la porta della villetta dove la Rosina vive sola dopo la morte del marito.
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Hikikomori

Jan
26

Sono uno psichiatra e l’altro giorno mi è capitato un caso che mi ha fatto correre un brivido gelido lungo la schiena. Qualche tempo fa arrivò una nuova famiglia nel quartiere, una coppia sui sessanta con un figlio sulla trentina. Il figlio era un cosiddetto “hikikomori” (*) e si vedeva molto raramente fuori casa. Naturalmente, non potevo chiedere nulla direttamente ai genitori, ma sembrava abbastanza ovvio che si fossero trasferiti nella nuova casa per sfuggire allo stigma sociale.
Con il passare delle settimane il figlio usciva sempre meno fino al punto da non lasciare più l’appartamento. Ora era diventato un completo hikikomori. Ogni notte sentivo sua madre gridargli contro, nella sua camera. Quando la incontravo casualmente lei mi salutava con un sorriso, ma aveva sempre un’aria pallida e tirata.
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Sottile come un foglio di carta

Jan
26

È una settimana che il mio collega non viene al lavoro. Vado a casa sua per controllare che stia bene e lo trovo sdraiato sul letto, seminascosto dalle coperte. Gli chiedo cosa c’è che non va, e lui risponde: “Quella donna laggiù dice che non posso uscire.” Guardo nella direzione in cui punta il suo dito tremante. Nella fessura larga solo pochi centimetri tra il frigo e il muro, la vedo: una donna dai lunghi capelli, sottile come un foglio di carta, che ci fissa.

Venti fotografie

Dec
27

Una ragazzina stava tornando da scuola quando vide un mucchio di foto Polaroid all’angolo della strada. In tutto ce n’erano venti, tenute insieme da una banda elastica. La ragazzina le raccolse e cominciò a sfogliarle mentre camminava. La prima foto mostrava una figura spettrale, pallida… un uomo che si intuiva appena su un fondale totalmente scuro, tanto lontano dalla macchina fotografica che non si riusciva a distinguere alcun dettaglio. La ragazza mise la foto dietro le altre e guardò la seconda. Si trattava dello stesso uomo, ora un po’ più vicino. Continuò a guardare le foto, una dopo l’altra, e vide che in ognuna l’uomo era sempre più vicino e i dettagli erano sempre più distinti.
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Al piano di sopra

Dec
27

“Questa è una storia della mia infanzia. Quando ero piccolo, vivevo in affitto in una casa a due piani. Entrambi i miei genitori lavoravano, quindi ero spesso da solo a casa quando tornavo da scuola. Un tardo pomeriggio, tornai a casa e dentro era ancora tutto buio. Mi misi a chiamare: “Mamma?”, e sentii una voce dal piano di sopra che rispondeva: “Sssssììì?”. Chiamai ancora, e ricevetti la stessa risposta: “Sssssììì?”. Pensai che mi stesse chiamando e cominciai a salire le scale. Arrivato al primo piano, la chiamai ancora una volta, e sentii la voce che rispondeva nuovamente “Sssssììì?” arrivare dalla stanza più lontana, in fondo al corridoio. Mi sentivo inquieto e provai un forte desiderio di vedere mia madre, quindi cominciai ad andare verso la porta della stanza.
Proprio in quel momento, sentii aprirsi la porta principale, di sotto, e vidi mia madre entrare con alcune borse della spesa. “Shunsuke (questo è il mio nome), sei a casa?”, chiese mia madre, con voce allegra.
Sentire quella voce mi fece sentire subito molto meglio. Mi voltai per scendere le scale e tornare al piano di sotto, ma prima lanciai uno sguardo alla porta in fondo al corridoio e, mentre stavo guardando, questa si aprì lentamente, rivelando uno spiraglio. Per un brevissimo momento vidi qualcosa di strano nella stanza.
Un volto terribilmente pallido che mi guardava.”

Moonlight Films

Dec
24

Nella maggior parte dei videonoleggi “per adulti”, il proprietario ha un particolare biglietto da visita, talvolta nascosto o addirittura chiuso in una cassaforte. Talvolta, la persona al bancone negherà l’esistenza di tale biglietto, mentre altre volte ve lo mostrerà se lo chiederete in modo esplicito. Nessuno, comunque, lo terrà mai esposto in piena vista.
Sul biglietto ci sarà scritto “Moonlight Films” oltre a un numero di telefono, sempre nella rete urbana. Andate a un qualsiasi telefono pubblico e digitate il numero. Dall’altra parte, risponderanno subito, al primo squillo, ma all’inizio si sentirà soltanto silenzio.
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I ritratti

Dec
16

i-ritrattiUn cacciatore, dopo aver passato un intero giorno intento nel suo hobby, si trovò nel bel mezzo di un’immensa foresta. Si stava già facendo buio e l’uomo, avendo perso l’orientamento, decise di procedere sempre nella stessa direzione fino a uscire dalla vegetazione sempre più fitta e opprimente. Dopo ore di cammino, raggiunse una capanna di legno in una piccola radura. Dato che oramai si era fatta notte, decise di vedere se fosse possibile fermarsi a dormire all’interno della costruzione. Si avvicinò e trovò la porta socchiusa. All’interno non c’era nessuno. Il cacciatore si distese sull’unico letto, pensando che, al limite, avrebbe potuto giustificarsi con i proprietari il mattino successivo.
Guardandosi attorno, si sorprese di vedere tutte le pareti adornate da svariati ritratti, tutti realizzati con un incredibile grado di realismo. Senza alcuna eccezione, mostravano volti in primo piano che lo osservavano con lineamenti contorti dall’odio e dalla malizia. Il cacciatore si sentiva decisamente a disagio e dovette sforzarsi molto per ignorare quei quadri. Girò la faccia contro il muro ed, esausto, crollò finalmente addormentato.
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