Nebbia
Mar21
Ecco un racconto giunto in redazione. L’autore è Fabrizio Villa, che ringrazio per l’originale contributo nella miglior tradizione horror alla Pupi Avati… Buona lettura!
Fare il medico condotto nella Bassa Padana è una missione più che un lavoro. Il dott. Ferretti faceva il suo giro mattutino in una fredda e ovviamente nebbiosa giornata d’inverno. Quante volte si era ripromesso di far controllare i freni della sua vecchia Ritmo… Le strade per arrivare alla frazione di Torrazza non sono certo sicure!
Finalmente dalla nebbia si vede comparire la casa della sua prima paziente: la signora Rosa Matazzi, Rosina per tutti. Una piccola salita dopo il cancello e attraversato l’orto la porta della villetta dove la Rosina vive sola dopo la morte del marito.
Leggi il resto »

Nella maggior parte dei videonoleggi “per adulti”, il proprietario ha un particolare biglietto da visita, talvolta nascosto o addirittura chiuso in una cassaforte. Talvolta, la persona al bancone negherà l’esistenza di tale biglietto, mentre altre volte ve lo mostrerà se lo chiederete in modo esplicito. Nessuno, comunque, lo terrà mai esposto in piena vista.
Un cacciatore, dopo aver passato un intero giorno intento nel suo hobby, si trovò nel bel mezzo di un’immensa foresta. Si stava già facendo buio e l’uomo, avendo perso l’orientamento, decise di procedere sempre nella stessa direzione fino a uscire dalla vegetazione sempre più fitta e opprimente. Dopo ore di cammino, raggiunse una capanna di legno in una piccola radura. Dato che oramai si era fatta notte, decise di vedere se fosse possibile fermarsi a dormire all’interno della costruzione. Si avvicinò e trovò la porta socchiusa. All’interno non c’era nessuno. Il cacciatore si distese sull’unico letto, pensando che, al limite, avrebbe potuto giustificarsi con i proprietari il mattino successivo.
Durante l’estate del 1983, in una tranquilla cittadina vicina a Minneapolis, in Minnesota, venne ritrovato il corpo carbonizzato di una donna nella stufa della cucina di una piccola fattoria. Nella stanza, c’era anche una videocamera su un treppiede, puntata verso la stufa. Al momento della scoperta, nella videocamera non c’era nessun nastro.
Questa è la storia di un uomo che entrò in un hotel e si diresse alla reception per registrarsi. La donna alla reception gli diede la chiave della camera e gli disse che, sul percorso, egli avrebbe visto una porta senza numero chiusa a chiave e che nessuno poteva entrarci. In modo particolare, nessuno avrebbe mai dovuto guardare all’interno della stanza, per nessuna ragione. L’uomo seguì queste istruzioni, andò dritto nella sua stanza e si mise a letto. La notte successiva, però, la curiosità prese il sopravvento e l’uomo si fermò davanti alla porta senza numero. Provò a girare la maniglia, ma la porta era chiusa a chiave. Allora, si piegò e guardò dal buco della serratura. Dalla fessura passava un’aria fredda che sentì sull’occhio. Ciò che vide era una normale stanza d’albergo con un letto, proprio come la sua. In un angolo, però, c’era una donna con la pelle completamente bianca, rivolta verso il muro, che dava le spalle alla porta. L’uomo guardò perplesso per un po’ e quasi bussò alla porta a causa della sua curiosità, ma resistette all’impulso. Si alzò e si diresse nuovamente verso la sua camera.
Questo fatto è avvenuto pochi anni fa. Mamma e papà decidono di prendersi una giornata libera e di andare fuori a cena una sera, quindi chiamano una babysitter che conoscono e di cui si fidano ciecamente. Quando la ragazza arriva, i due bambini sono già addormentati nei loro letti. La babysitter si siede, tiene d’occhio i bambini, e aspetta il ritorno dei genitori. Più tardi, però, si annoia e decide di mettersi a guardare un po’ di TV. Non può guardare la televisione in salotto, perché quella famiglia al piano di sotto non ha il via cavo (i genitori non vogliono che i bambini guardino troppa spazzatura).