Hikikomori

Jan
26

Sono uno psichiatra e l’altro giorno mi è capitato un caso che mi ha fatto correre un brivido gelido lungo la schiena. Qualche tempo fa arrivò una nuova famiglia nel quartiere, una coppia sui sessanta con un figlio sulla trentina. Il figlio era un cosiddetto “hikikomori” (*) e si vedeva molto raramente fuori casa. Naturalmente, non potevo chiedere nulla direttamente ai genitori, ma sembrava abbastanza ovvio che si fossero trasferiti nella nuova casa per sfuggire allo stigma sociale.
Con il passare delle settimane il figlio usciva sempre meno fino al punto da non lasciare più l’appartamento. Ora era diventato un completo hikikomori. Ogni notte sentivo sua madre gridargli contro, nella sua camera. Quando la incontravo casualmente lei mi salutava con un sorriso, ma aveva sempre un’aria pallida e tirata.
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Sottile come un foglio di carta

Jan
26

È una settimana che il mio collega non viene al lavoro. Vado a casa sua per controllare che stia bene e lo trovo sdraiato sul letto, seminascosto dalle coperte. Gli chiedo cosa c’è che non va, e lui risponde: “Quella donna laggiù dice che non posso uscire.” Guardo nella direzione in cui punta il suo dito tremante. Nella fessura larga solo pochi centimetri tra il frigo e il muro, la vedo: una donna dai lunghi capelli, sottile come un foglio di carta, che ci fissa.

Venti fotografie

Dec
27

Una ragazzina stava tornando da scuola quando vide un mucchio di foto Polaroid all’angolo della strada. In tutto ce n’erano venti, tenute insieme da una banda elastica. La ragazzina le raccolse e cominciò a sfogliarle mentre camminava. La prima foto mostrava una figura spettrale, pallida… un uomo che si intuiva appena su un fondale totalmente scuro, tanto lontano dalla macchina fotografica che non si riusciva a distinguere alcun dettaglio. La ragazza mise la foto dietro le altre e guardò la seconda. Si trattava dello stesso uomo, ora un po’ più vicino. Continuò a guardare le foto, una dopo l’altra, e vide che in ognuna l’uomo era sempre più vicino e i dettagli erano sempre più distinti.
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Al piano di sopra

Dec
27

“Questa è una storia della mia infanzia. Quando ero piccolo, vivevo in affitto in una casa a due piani. Entrambi i miei genitori lavoravano, quindi ero spesso da solo a casa quando tornavo da scuola. Un tardo pomeriggio, tornai a casa e dentro era ancora tutto buio. Mi misi a chiamare: “Mamma?”, e sentii una voce dal piano di sopra che rispondeva: “Sssssììì?”. Chiamai ancora, e ricevetti la stessa risposta: “Sssssììì?”. Pensai che mi stesse chiamando e cominciai a salire le scale. Arrivato al primo piano, la chiamai ancora una volta, e sentii la voce che rispondeva nuovamente “Sssssììì?” arrivare dalla stanza più lontana, in fondo al corridoio. Mi sentivo inquieto e provai un forte desiderio di vedere mia madre, quindi cominciai ad andare verso la porta della stanza.
Proprio in quel momento, sentii aprirsi la porta principale, di sotto, e vidi mia madre entrare con alcune borse della spesa. “Shunsuke (questo è il mio nome), sei a casa?”, chiese mia madre, con voce allegra.
Sentire quella voce mi fece sentire subito molto meglio. Mi voltai per scendere le scale e tornare al piano di sotto, ma prima lanciai uno sguardo alla porta in fondo al corridoio e, mentre stavo guardando, questa si aprì lentamente, rivelando uno spiraglio. Per un brevissimo momento vidi qualcosa di strano nella stanza.
Un volto terribilmente pallido che mi guardava.”

Moonlight Films

Dec
24

Nella maggior parte dei videonoleggi “per adulti”, il proprietario ha un particolare biglietto da visita, talvolta nascosto o addirittura chiuso in una cassaforte. Talvolta, la persona al bancone negherà l’esistenza di tale biglietto, mentre altre volte ve lo mostrerà se lo chiederete in modo esplicito. Nessuno, comunque, lo terrà mai esposto in piena vista.
Sul biglietto ci sarà scritto “Moonlight Films” oltre a un numero di telefono, sempre nella rete urbana. Andate a un qualsiasi telefono pubblico e digitate il numero. Dall’altra parte, risponderanno subito, al primo squillo, ma all’inizio si sentirà soltanto silenzio.
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I ritratti

Dec
16

i-ritrattiUn cacciatore, dopo aver passato un intero giorno intento nel suo hobby, si trovò nel bel mezzo di un’immensa foresta. Si stava già facendo buio e l’uomo, avendo perso l’orientamento, decise di procedere sempre nella stessa direzione fino a uscire dalla vegetazione sempre più fitta e opprimente. Dopo ore di cammino, raggiunse una capanna di legno in una piccola radura. Dato che oramai si era fatta notte, decise di vedere se fosse possibile fermarsi a dormire all’interno della costruzione. Si avvicinò e trovò la donna socchiusa. All’interno non c’era nessuno. Il cacciatore si distese sull’unico letto, pensando che, al limite, avrebbe potuto giustificarsi con i proprietari il mattino successivo.
Guardandosi attorno, si sorprese di vedere tutte le pareti adornate da svariati ritratti, tutti realizzati con un incredibile grado di realismo. Senza alcuna eccezione, mostravano volti in primo piano che lo osservavano con lineamenti contorti dall’odio e dalla malizia. Il cacciatore si sentiva decisamente a disagio e dovette sforzarsi molto per ignorare quei quadri. Girò la faccia contro il muro ed, esausto, crollò finalmente addormentato.
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Il videotape

Dec
16

il-videotapeDurante l’estate del 1983, in una tranquilla cittadina vicina a Minneapolis, in Minnesota, venne ritrovato il corpo carbonizzato di una donna nella stufa della cucina di una piccola fattoria. Nella stanza, c’era anche una videocamera su un treppiede, puntata verso la stufa. Al momento della scoperta, nella videocamera non c’era nessun nastro.
L’accaduto venne inizialmente catalogato come omicidio dalle forze di polizia, tuttavia, più tardi venne scoperto un videotape senza alcuna etichetta o scritta in fondo al pozzo della fattoria, secco da diversi mesi.
Nonostante le pessime condizioni e il fatto che non conteneva una traccia audio, la polizia fu in grado di vedere la registrazione video della cassetta.
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Dal buco della serratura

Dec
13

dal-buco-della-serraturaQuesta è la storia di un uomo che entrò in un hotel e si diresse alla reception per registrarsi. La donna alla reception gli diede la chiave della camera e gli disse che, sul percorso, egli avrebbe visto una porta senza numero chiusa a chiave e che nessuno poteva entrarci. In modo particolare, nessuno avrebbe mai dovuto guardare all’interno della stanza, per nessuna ragione. L’uomo seguì queste istruzioni, andò dritto nella sua stanza e si mise a letto. La notte successiva, però, la curiosità prese il sopravvento e l’uomo si fermò davanti alla porta senza numero. Provò a girare la maniglia, ma la porta era chiusa a chiave. Allora, si piegò e guardò dal buco della serratura. Dalla fessura passava un’aria fredda che sentì sull’occhio. Ciò che vide era una normale stanza d’albergo con un letto, proprio come la sua. In un angolo, però, c’era una donna con la pelle completamente bianca, rivolta verso il muro, che dava le spalle alla porta. L’uomo guardò perplesso per un po’ e quasi bussò alla porta a causa della sua curiosità, ma resistette all’impulso. Si alzò e si diresse nuovamente verso la sua camera.
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Il clown

Dec
13

il-clownQuesto fatto è avvenuto pochi anni fa. Mamma e papà decidono di prendersi una giornata libera e di andare fuori a cena una sera, quindi chiamano una babysitter che conoscono e di cui si fidano ciecamente. Quando la ragazza arriva, i due bambini sono già addormentati nei loro letti. La babysitter si siede, tiene d’occhio i bambini, e aspetta il ritorno dei genitori. Più tardi, però, si annoia e decide di mettersi a guardare un po’ di TV. Non può guardare la televisione in salotto, perché quella famiglia al piano di sotto non ha il via cavo (i genitori non vogliono che i bambini guardino troppa spazzatura).

La ragazza, allora, li chiama sul cellulare e chiede se può andare in camera loro, al piano di sopra, a guardare la TV. Naturalmente, i genitori dicono che non c’è problema, ma la babysitter ha un’ultima richiesta…
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Cinque minuti

Dec
12

Il cellulare squilla e sul display vedete un numero sconosciuto. Scrollate le spalle e rispondete comunque. La voce dall’altra parte chiede “Salve, posso avere cinque minuti del suo tempo?”. Rispondete di sì e l’interlocutore interrompe immediatamente la comunicazione. Improvvisamente, vi sentite cinque minuti più vecchi…