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	<title>creepypasta &#187; Fantasmi</title>
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	<description>Storie per non dormire</description>
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		<title>Nebbia</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Mar 2010 03:51:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>abietto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Creepyspaghetti]]></category>
		<category><![CDATA[Fantasmi]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti]]></category>
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		<description><![CDATA[Fare il medico condotto nella Bassa Padana è una missione più che un lavoro. Il dott. Ferretti faceva il suo giro mattutino in una fredda e ovviamente nebbiosa giornata d'inverno. Quante volte si era ripromesso di far controllare i freni della sua vecchia Ritmo... Le strade per arrivare alla frazione di Torrazza non sono certo sicure!
Finalmente dalla nebbia si vede comparire la casa della sua prima paziente: la signora Rosa Matazzi, Rosina per tutti. Una piccola salita dopo il cancello e attraversato l’orto la porta della villetta dove la Rosina vive sola dopo la morte del marito.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco un racconto giunto in redazione. L&#8217;autore è Fabrizio Villa, che ringrazio per l&#8217;originale contributo nella miglior tradizione horror alla Pupi Avati&#8230; Buona lettura!</p>
<p><img src="http://creepypasta.abietto.net/wp/wp-content/uploads/2010/03/TheMist.jpg" alt="" title="TheMist" width="250" height="167" class="alignleft size-full wp-image-79" />Fare il medico condotto nella Bassa Padana è una missione più che un lavoro. Il dott. Ferretti faceva il suo giro mattutino in una fredda e ovviamente nebbiosa giornata d&#8217;inverno. Quante volte si era ripromesso di far controllare i freni della sua vecchia Ritmo&#8230; Le strade per arrivare alla frazione di Torrazza non sono certo sicure!<br />
Finalmente dalla nebbia si vede comparire la casa della sua prima paziente: la signora Rosa Matazzi, Rosina per tutti. Una piccola salita dopo il cancello e attraversato l’orto la porta della villetta dove la Rosina vive sola dopo la morte del marito.<span id="more-77"></span><br />
- Buongiorno Rosina<br />
- dott. Ferretti?<br />
- E chi se no a quest’ora e con questo tempo? Come va la pressione stamattina? Si sieda che adesso la proviamo</p>
<p>I soliti controlli, le solite prescrizioni,  ma non le solite chiacchere: la signora Rosina era insolitamente silenziosa.<br />
E poi una richiesta veramente insolita.<br />
– Dott. Ferretti sia gentile con una vecchia vedova, mi accompagni in un posto.<br />
Alla fine una piccola deviazione non poteva far male. Certo arrivati davanti al vecchio cimitero, la situazione cominciò a diventare sinistra.<br />
- Venga con me dottore<br />
Seguire la Rosina per gli stretti vialetti di ghiaia non era facile: se non le stava attaccato, l’esile vecchietta spariva nella solita fitta nebbia. Finalmente si fermò davanti a una lapide sulla quale a chiare lettere si poteva leggere</p>
<p>&#8220;Giacomo Ferretti – Medico condotto – 2/3/1935  4/11/1976&#8243;</p>
<p>Fare il medico condotto nella Bassa Padana, con quella nebbia, è una missione più che un lavoro.<br />
Chissà come sta la signora Rosina stamattina.</p>
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		<title>Al piano di sopra</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Dec 2009 23:54:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>abietto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fantasmi]]></category>
		<category><![CDATA[Incontri]]></category>
		<category><![CDATA[Oriente]]></category>
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		<description><![CDATA["Questa è una storia della mia infanzia. Quando ero piccolo, vivevo in affitto in una casa a due piani. Entrambi i miei genitori lavoravano, quindi ero spesso da solo a casa quando tornavo da scuola. Un tardo pomeriggio, tornai a casa e dentro era ancora tutto buio. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Questa è una storia della mia infanzia. Quando ero piccolo, vivevo in affitto in una casa a due piani. Entrambi i miei genitori lavoravano, quindi ero spesso da solo a casa quando tornavo da scuola. Un tardo pomeriggio, tornai a casa e dentro era ancora tutto buio. Mi misi a chiamare: &#8220;Mamma?&#8221;, e sentii una voce dal piano di sopra che rispondeva: &#8220;Sssssììì?&#8221;. Chiamai ancora, e ricevetti la stessa risposta: &#8220;Sssssììì?&#8221;. Pensai che mi stesse chiamando e cominciai a salire le scale. Arrivato al primo piano, la chiamai ancora una volta, e sentii la voce che rispondeva nuovamente &#8220;Sssssììì?&#8221; arrivare dalla stanza più lontana, in fondo al corridoio. Mi sentivo inquieto e provai un forte desiderio di vedere mia madre, quindi cominciai ad andare verso la porta della stanza.<br />
Proprio in quel momento, sentii aprirsi la porta principale, di sotto, e vidi mia madre entrare con alcune borse della spesa. &#8220;Shunsuke (questo è il mio nome), sei a casa?&#8221;, chiese mia madre, con voce allegra.<br />
Sentire quella voce mi fece sentire subito molto meglio. Mi voltai per scendere le scale e tornare al piano di sotto, ma prima lanciai uno sguardo alla porta in fondo al corridoio e, mentre stavo guardando, questa si aprì lentamente, rivelando uno spiraglio. Per un brevissimo momento vidi qualcosa di strano nella stanza.<br />
Un volto terribilmente pallido che mi guardava.&#8221;</p>
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		<title>Dal buco della serratura</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Dec 2009 17:13:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>abietto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fantasmi]]></category>
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		<description><![CDATA[Questa è la storia di un uomo che entrò in un hotel e si diresse alla reception per registrarsi. La donna alla reception gli diede la chiave della camera e gli disse che, sul percorso, egli avrebbe visto una porta senza numero chiusa a chiave e che nessuno poteva entrarci. In modo particolare, nessuno avrebbe mai dovuto guardare all'interno della stanza, per nessuna ragione. L'uomo seguì queste istruzioni, andò dritto nella sua stanza e si mise a letto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://creepypasta.abietto.net/wp/wp-content/uploads/2009/12/dal-buco-della-serratura1.jpg" alt="dal-buco-della-serratura" title="dal-buco-della-serratura" width="250" height="190" class="alignright size-full wp-image-42" />Questa è la storia di un uomo che entrò in un hotel e si diresse alla reception per registrarsi. La donna alla reception gli diede la chiave della camera e gli disse che, sul percorso, egli avrebbe visto una porta senza numero chiusa a chiave e che nessuno poteva entrarci. In modo particolare, nessuno avrebbe mai dovuto guardare all&#8217;interno della stanza, per nessuna ragione. L&#8217;uomo seguì queste istruzioni, andò dritto nella sua stanza e si mise a letto. La notte successiva, però, la curiosità prese il sopravvento e l&#8217;uomo si fermò davanti alla porta senza numero. Provò a girare la maniglia, ma la porta era chiusa a chiave. Allora, si piegò e guardò dal buco della serratura. Dalla fessura passava un&#8217;aria fredda che sentì sull&#8217;occhio. Ciò che vide era una normale stanza d&#8217;albergo con un letto, proprio come la sua. In un angolo, però, c&#8217;era una donna con la pelle completamente bianca, rivolta verso il muro, che dava le spalle alla porta. L&#8217;uomo guardò perplesso per un po&#8217; e quasi bussò alla porta a causa della sua curiosità, ma resistette all&#8217;impulso. Si alzò e si diresse nuovamente verso la sua camera.<span id="more-37"></span><br />
Il giorno dopo, l&#8217;uomo tornò davanti alla porta e guardò di nuovo attraverso il buco della serratura. Questa volta, tutto ciò che riuscì a vedere era rosso. Non riusciva a distinguere nulla al di là di qualcosa di rosso immobile e uniforme che copriva tutta la visuale. Pensò che, forse, gli ospiti della stanza si erano accorti della sua presenza e del fatto che aveva spiato dal buco della serratura e l&#8217;avevano coperto con un lenzuolo o qualcosa di simile.<br />
A questo punto, decise di interrogare la donna alla reception per avere più informazioni. La donna sospirò e rispose: &#8220;Ha guardato attraverso il buco della serratura?&#8221;. L&#8217;uomo ammise il fatto, e la donna continuò: &#8220;Beh, tanto vale che le racconti la storia, a questo punto. Molto tempo fa, un uomo assassinò una donna in quella stanza, che ora è infestata dal suo fantasma. Ma non si trattava di persone normali: erano due albini, con la pelle completamente bianca e con gli occhi rossi.&#8221;</p>
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