Archive for the ‘Incontri’ Category

Sottile come un foglio di carta

Jan
26

È una settimana che il mio collega non viene al lavoro. Vado a casa sua per controllare che stia bene e lo trovo sdraiato sul letto, seminascosto dalle coperte. Gli chiedo cosa c’è che non va, e lui risponde: “Quella donna laggiù dice che non posso uscire.” Guardo nella direzione in cui punta il suo dito tremante. Nella fessura larga solo pochi centimetri tra il frigo e il muro, la vedo: una donna dai lunghi capelli, sottile come un foglio di carta, che ci fissa.

Al piano di sopra

Dec
27

“Questa è una storia della mia infanzia. Quando ero piccolo, vivevo in affitto in una casa a due piani. Entrambi i miei genitori lavoravano, quindi ero spesso da solo a casa quando tornavo da scuola. Un tardo pomeriggio, tornai a casa e dentro era ancora tutto buio. Mi misi a chiamare: “Mamma?”, e sentii una voce dal piano di sopra che rispondeva: “Sssssììì?”. Chiamai ancora, e ricevetti la stessa risposta: “Sssssììì?”. Pensai che mi stesse chiamando e cominciai a salire le scale. Arrivato al primo piano, la chiamai ancora una volta, e sentii la voce che rispondeva nuovamente “Sssssììì?” arrivare dalla stanza più lontana, in fondo al corridoio. Mi sentivo inquieto e provai un forte desiderio di vedere mia madre, quindi cominciai ad andare verso la porta della stanza.
Proprio in quel momento, sentii aprirsi la porta principale, di sotto, e vidi mia madre entrare con alcune borse della spesa. “Shunsuke (questo è il mio nome), sei a casa?”, chiese mia madre, con voce allegra.
Sentire quella voce mi fece sentire subito molto meglio. Mi voltai per scendere le scale e tornare al piano di sotto, ma prima lanciai uno sguardo alla porta in fondo al corridoio e, mentre stavo guardando, questa si aprì lentamente, rivelando uno spiraglio. Per un brevissimo momento vidi qualcosa di strano nella stanza.
Un volto terribilmente pallido che mi guardava.”

Il neonato

Dec
10

C’è un bambino in un ospedale di Decard, Tennessee. Si tratta di un neonato tranquillo che sta nella nursery con tutti gli altri. Se chiedete al personale verrete ignorati, ma l’etichetta sul braccio è ingiallita e piuttosto antiquata, chiaramente stampata nei tardi anni ‘40 o giù di lì. Non lo sentirete mai piangere, solo dondolarsi lentamente. Se pronunciate il suo nome, egli aprirà gli occhi. Non è una cosa che volete far accadere.

Gli autostoppisti

Dec
9

gli-autostoppistiCi sono storie che parlano di un certo tipo di autostoppista che appare soltanto di notte nelle strade meno trafficate e sembra apparire e sparire ai limiti dell’alone di luce dei fari, senza mai portare alcun cartello e con un’espressione di grande abbattimento sul volto, avvolto da un cappotto pesante e con lunghi pantaloni, in genere con i guanti. Se vi fermate, questi autostoppisti sembreranno gentili ed educati ma un po’ taciturni. Vi assicureranno che la prossima cittadina andrà benissimo, per loro. Piuttosto normali, a meno che non cerchiate di ucciderli. Leggi il resto »